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Il diario alimentare è uno STRUMENTO.
Uno strumento d’incredibile VALORE E POTERE.
Il potere glielo conferisce CHI SCRIVE.
Chi scrive è chiunque ha voglia, piacere, bisogno e/o necessità di conoscere e capire esattamente cosa, come, QUANTO CIBO MANGIA.
Mangia…ma non solo! Perché è possibile arricchire il diario con note di qualunque tipo: situazioni sociali in cui si mangia, presenza di altre persone o condizione di solitudine, spazio/stanza in cui si è soliti mangiare…ma anche attività svolte durante il giorno, funzioni fisiologiche, assunzione di acqua e altre bevande, svolgimento di attività fisica o sport e, approfondendo e arricchendo sempre di più, si arriva a indicare stati d’animo, emozioni, pensieri, considerazioni personali sulla propria vita ma soprattutto sul proprio COMPORTAMENTO ALIMENTARE e le proprie SCELTE ALIMENTARI.

Il comportamento alimentare e la scelta del cibo con cui si decide di nutrire o riempire o soffocare il proprio corpo dipendono sempre da emozioni, pensieri automatici o indotti, circostanze, umore, sensazioni fisiche….cioè da un “mondo di stimoli psico-fisici sotto pelle” che regola e disciplina le nostre scelte alimentari, anche se non ne abbiamo CONSAPEVOLEZZA.
La ricerca di consapevolezza è, infatti, l’obiettivo principale di un diario alimentare che può essere solo tale (cioè raccolta di indicazioni e notizie strettamente correlate a cosa e quanto mangiato)o essere un diario alimentare-emotivo, se accoglie anche tutta la messe di informazioni che, con un iniziale sforzo, si riesce ad ascoltare e a riconoscere sotto pelle, DENTRO ALLA MENTE E AL CUORE.

E’ possibile scoprire così che il contenuto del cuore e della mente può diventare la causa e il motivo che spinge a fare scelte alimentari più o meno corrette, che induce comportamenti alimentari al limite del patologico (abbuffata), che fa gradire e godere di un momento conviviale vissuto con presenza razionale e assertività….
Anche chi pensa di mangiare “senza accorgersi” …anche chi crede di mangiare senza pensare a nulla ha modo di scoprire che c’è sempre un’emozione, un pensiero, un istinto che ha diretto o dirottato il comportamento.

Il diario alimentare è PERSONALE E UNICO. Ognuno lo fa come vuole: ordinatissimo, disordinato, usando la penna che capita, monocolore, seguendo regole di compilazione o buttando su carta il contenuto della mente e il cibo utilizzato in un miscuglio a volte di difficile da discernere.
Non importa.
Quel che davvero importa e conta è che sia REALE, ONESTO, COMPLETO per rispecchiare alla stessa mano che lo scrive, il reale comportamento alimentare.

Il primo e assoluto destinatario di un diario alimentare è, a mio avviso, l’autore stesso che dovrebbe rileggere – dopo alcuni giorni- quanto da lui stesso annotato.
Quante cose rivela un diario alimentare ben fatto!
L’autore si stupisce di se stesso, si commuove, si spaventa, si interroga, si compiace, impara, cresce, guarisce, dimagrisce, migliora il proprio rapporto col cibo, e a volte anche con se stesso.

Eppure nessuno lo vuole fare, pochissimi lo accettano con piacere o con spirito di sperimentazione e di autovalutazione.
Tutti lo considerano una scocciatura…tanti si nascondono dietro a scuse puerili del tipo: non so dove scrivere…non girerò con il diario in borsa, vero?….non ho tempo (scusa valida un po’ per tutto!)…è inutile che io scriva perché so esattamente cosa mangio (?)….
Poi c’è anche chi lo scrive a distanza di giorni, quasi fosse un compito a casa da copiare prima che la maestra si accorga che non l’hai fatto!

Il diario alimentare -emotivo in qualità di strumento può essere :
A) letto solo da chi lo scrive una volta educato e sensibilizzato a fare questo importante lavoro di rilettura del proprio manoscritto. Rileggendolo a distanza di qualche giorno l’autore ha la possibilità di riguardare se stesso e il proprio operato; segnare gli errori che si auto riconosce e provare a correggersi; oppure può portare in terapia (se seguito da un professionista dietologo o psicologo) il contenuto del suo diario che vuole approfondire e su cui vuole lavorare;
B) letto dal terapeuta dal nutrizionista che può in tal modo entrare nella vita “in diretta” del suo paziente e aiutarlo in modo molto più preciso cogliendo spunto dal quanto riportato nel diario. Infatti è molto più centrato il consiglio o la correzione data sull’evento preciso piuttosto che generalizzare un comportamento corretto di massima.
C) letto da entrambi in seduta lavorando sui punti che sono stati più difficili per l’autore del diario e che hanno creato in lui le maggiori difficoltà, e trovando assieme una soluzione funzionale all’obiettivo.

Chiunque può fare un diario per capire, conoscersi, provare…può non essere facile, inizialmente perché richiede di essere sfacciatamente onesti con se stessi e anche chi non ha “particolari scheletri nell’armadio” può trovare qualche difficoltà nel fare questo o nel dare un nome alle proprie emozioni e ai propri stati d’animo. Prendendoci la mano poi, si scoprirà la meravigliosa utilità di questo strumento!
Non occorre scrivere dei poemi ma esprimere anche solo con una parola la situazione fuori e dentro se stessi. Esempio: arrabbiata, in ansia, delusa, impigrita, svogliata, malessere, vorrei mangiare l’intero frigorifero… spero telefoni…. ecc…

Alcuni consigli.
1) Scrivere su un quaderno o un blocco e non sul computer o in fogli singoli: il diario deve essere riletto, sottolienato, scrivendo note personali e considerazioni a fianco a certe espressioni, giornate particolari, eventi speciali che hanno indotto comportamenti positivi o negativi. Il diario deve essere vissuto, studiato…usato.
2) Le informazioni di base sono: DATA, ORA in cui mangia qualunque cosa, CON CHI SONO, DOVE SONO….COSA MANGIO quantificando sommariamente: un bicchiere di…un pugno di…un panino da circa grammi…
3) Le informazioni importanti aggiuntive al fine di valutare anche la sfera emotiva- comportamentale sono: COSA PENSO E COSA PROVO PRIMA DI MANGIARE e DOPO AVER MANGIATO QUALUNQUE COSA, dal boccone al pasto intero; GRADO DI FAME usando una scala di valori che annoto;
4) Altre informazioni con cui posso arricchire il diario anche in relazione all’obiettivo possono essere: ATTIVITÀ FISICA SVOLTA (d qualunque tipo sia strutturata in palestra/piscina sia il movimento quotidiano), FUNZIONALITÀ INTESTINALE, MESTRUAZIONE, ASSUNZIONE DI FARMACI, QUANTITÀ DI ACQUA BEVUTA e qualunque altra cosa inerente al motivo per cui si scrivo il diario.

Prima di concludere è importante sottolineare che il diario alimentare NON è uno strumento usato dal nutrizionista per scovare l’errore del paziente, per coglierlo in fallo svelandone le mancanze!
Il rapporto medico-paziente se onesto, vero, solidale e complice non ha bisogno di uno strumento cartaceo per convalidare o smentire l’operato dell’uno nei confronti dell’’altro!

Il percorso migliorativo intrapreso dal paziente è un lavoro di squadra in cui ognuno mette il proprio: il terapeuta mette capacità personali e professionali, il paziente mette motivazione, determinazione e interesse e insieme arrivano all’obiettivo sfruttando, se lo reputano utile, strumenti intriganti e utilissimi come è il diario alimentare.