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Accoglienza

Mi piace accogliere il paziente fin dal primo squillo del telefono: non so chi c’è dall’altra parte del filo, non conosco il suo volto né tanto meno la storia che gli appartiene ma quella voce ha chiamato me e a me chiede una mano tesa e una risposta che l’aiuti a ritrovare il benessere che mentre mi chiama non sente di avere: elementi più che sufficienti per essere interessata e ben disposta.

Ascolto attivo

Ascoltare gli Altri per qualcuno è un dono per molti un attitudine acquisita ma in ogni caso ritengo che sia una gran bella cosa.  Ho da sempre avuto l’interesse per il contenuto del cuore e del cervello del mio interlocutore e credo che alla base di un buon medico ci debba essere proprio la pazienza, la predisposizione e la volontà all’ascolto. Ma il tipo di ascolto a cui mi riferisco non è quello che si compie con le orecchie….ma con il cuore e soprattutto col cervello; per questo motivo si tratta di “ascolto attivo” e per questo motivo non è facile per nulla oltre che non è da tutti saper ascoltare!!L’ascolto attivo parte da una disposizione fisica e mentale: sono qui solo per te. Non ho altro in mente, non c’è altro che mi interessa e mi distrae in questo momento preciso in cui mi parli.

Empatia

Ascoltando con atteggiamento aperto e interessato sviluppi, se ne sei dotato, empatia, vale a dire “capacità di mettersi nei panni altrui”. 

Al paziente dico che “mi faccio carico del suo progetto come fosse il mio e contribuisco – per il ruolo che mi compete – alla sua realizzazione.”Ecco che cosi il percorso che ne deriva è un cammino fianco a fianco verso la stessa meta; ognuno di noi (io e il paziente) fa la sua parte e attiva le proprie risorse al fine unico e comune di raggiungere il benessere del paziente che, in quel momento è il mio benessere.Questo è il concetto di empatia in cui credo fortemente e che fa un’enorme differenza tra una qualunque altra prescrizione dietetica e il percorso migliorativo e di cambiamento che propongo..

Comprensione

La comprensione è a mio avviso la logica conseguenza di quanto applicato finora: dopo aver ascoltato attentamente con il cuore e il cervello quanto il paziente mi dice e racconta, essermi proiettato su di lui e essermi  fatta carico del suo disagio e del malessere che lo porta a me…. è naturale e ovvia la piena e autentica comprensione per il suo vissuto, la sua storia e il disegno migliorativo che vuole realizzare.

Impegno

A quel punto adotto ogni strumento per aiutarlo a realizzare il suo progetto con l’impegno e la dedizione che metto in ogni cosa che interessa il mio lavoro e i miei pazienti

Professionalità e competenza

Dopo aver usato le competenze umane che mi sono state date in dono e quelle che ho affinato e sviluppato in un lavoro formativo adeguato, mi affido alla competenza professionale che deriva da un percorso di studi piuttosto lungo e da più di vent’anni di lavoro col paziente per proporre al singolo individuo il percorso che mi sembra più adatto e idoneo a lui e al suo vissuto.Per quanto i consigli alimentari e le linee guida possa sembrare tutte uguali in realtà la realizzazione e applicabilità di queste è molto personale perché risente della propria storia pregressa e della realtà pratica ed emozionale del paziente. Se consideri un progetto di perdita di peso o di miglioramento psicofisico come un percorso, un viaggio, un tragitto di strada da percorrere fino al conseguimento dell’obiettivo che non necessariamente coincide con un numero espresso dalla bilancia ma con la sensazione fortissima di aver cambiato modo di pensare se stessi e il proprio peso… ti rendi meglio conto che non è un banale conto energetico che ti aiuterà a dimagrire in modo definitivo ma l’acquisizione di un metodo alimentare e uno stile di vita che, una volta acquisiti, non devono più cambiare!

Accompagnamento

Affinché il percorso proposto e il cambiamento auspicato si realizzino è mia convinzione che il paziente debba essere accompagnato e preso per mano perché non è assolutamente facile cambiare.Può essere relativamente facile perdere peso… mangiare meno… ingoiare qualche pillola ….ma modificare il modo di pensare e il proprio comportamento alimentare nel lungo termine non lo è altrettanto!   Se il paziente ha intenzione di fare un percorso definitivo, in cui oltre a cambiare il peso e la taglia cambia anche il modo di rapportarsi al cibo adottando un comportamento e un modo di pensare corretto e sano, necessita di un coach, di un personal trainer nutrizionale, di una figura terapeutica di riferimento a cui affidarsi e a cui rivolgersi sia nei momenti di difficoltà o di stanchezza per rinforzarsi e rimotivarsi, ma anche per condividere e suggellare i propri risultati e le proprie vittorie.